Amnon Zichroni ha il dono di rivivere i ricordi degli altri.
Nato a Gerusalemme e cresciuto nella rigida osservanza della religione ebraica, studia negli Stati Uniti e si stabilisce a Zurigo dove esercita come analista. Lì incontra il liutaio Minsky e lo incoraggia a scrivere un memoriale sulla propria infanzia in un campo di sterminio nazista. Il libro di Minsky, intitolato Giorni di cenere, ha subito un grandissimo successo ma viene attaccato dal giornalista Jan Wechsler perché lo giudica frutto della fantasia.
Dieci anni più tardi, lo stesso Wechsler si vede recapitare all'indirizzo di casa una valigia. Dicono che sia il bagaglio smarrito nel suo ultimo viaggio in Israele. Ma lui non ricorda nulla di quella valigia e nemmeno di quel viaggio.
Forse si tratta solo di un errore, o forse qualcuno si sta prendendo gioco di lui. Decide quindi di recarsi a Gerusalemme per indagare sul mistero. Là scopre quello che non avrebbe mai immaginato, che in Israele ci era stato e che da allora Amnon Zichroni è scomparso...
Un romanzo affascinante, ricco di suspense e incalzante ma anche una intelligente riflessione sull'inaffidabilità dei nostri ricordi, sulla lotta per l'identità e le sue insidie.
Benjamin Stein ci regala una storia costruita in modo magistrale, "un piccolo miracolo".
Una sala degli specchi con due ingressi. Dietro ogni copertina inizia una storia che esattamente al centro si incontra con l'altra.
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