Recensione di Francesco Vacca
Gian Ruggero Manzoni nelle sue opere letterarie è stato sempre audace e estremo creando personaggi singolari che fanno dell’esperienza del baratro il senso della loro esistenza.
Francesco Costa, la nuova creatura uscita dalla penna di Gian Ruggero che potete trovare in «Acufeni», il nuovo romanzo appena pubblicato, è un uomo che è giunto sulla linea di confine o forse la ha già oltrepassata.
«Acufeni» è un perfetto romanzo morale dalle suggestive suggestioni filosofiche e bibliche che racconta la parabola esistenziale di Francesco Costa, un uomo che subisce tutto il dolore della Sindrome di Méniére. Nelle sue orecchie sente una vertigine acuta di fischi che ne condiziona non soltanto l’equilibrio fisico ma anche quello esistenziale.
La sua vita la vive nel sottosuolo della coscienza, amato da Maria che della passione per Franco fa una stagione totale che contempla qualsiasi sacrificio.
È proprio nella condizione infernale del suo abisso che Francesco matura la svolta crudele e fatale: uccidere i suoi simili per manifesta capacità di vivere.
Per una serie di circostanze e incontri Francesco diventa un killer professionista. Qui inizia la sua personale discesa agli inferi di uomo insignificante che si trova a combattere una guerra interiore con tutte le maschere dell’esistenza.
In perenne contraddizione con i dilemmi della sua coscienzadilaniata dal controsenso di quello che poi finge di essere, Francesco passa drammaticamente dal male fisico al male di vita in cui la crudeltà sarà l’unica arma di cui potrà avvalersi per mettere in atto quel processo di autodistruzione personale, irreversibilmente cronico.
Gian Ruggero Manzoni con «Acufeni» scrive un perfetto romanzo morale.
La caduta di Francesco Costa ricorda molto le memorie del sottosuolo di Dostoevskij.
Siamo davanti a un uomo impotente che non riesce a liberarsi dal grigio in cui sono costrette le sue emozioni.
Davanti al muro della sua vita amorfa Francesco giorno per giorno costruisce con le sue stesse mani insanguinate la sua notte oscura nella quale precipiterà per sempre.
Manzoni ancora una volta si conferma uno scrittore coraggioso, un narratore sanguigno che ama scrivere storie meravigliosamente inattuali che hanno a che fare con la letteratura vera.
«Acufeni» è un romanzo – pugnale che affonda la sua lama nella carne viva del mistero dell’esistenza. Gian Ruggero Manzoni, anche qui come in altri suoi romanzi, scrive della condizione umana senza fare sconti a quella cosmica stanchezza delle cose che condanna tutti alla distruzione.
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