Un nonno, un’inquietante bambina autistica dagli occhi verdi, il deserto, le macerie di una devastazione e l’esigenza di ricominciare a vivere dopo la tragedia. Sono gli elementi che si intrecciano nel romanzo I demoni del deserto di Bijan Zarmandili.
Nel 2003, l’antica città di Bam nell’Iran meridionale – patrimonio dell’umanità Unesco – viene devastata da un terremoto. Questo gioiello architettonico del colore del deserto, distrutto in pochi minuti, inghiotte fra i muri crollati dalle 30 alle 50 mila persone.
Zarmandili ne è ispirato per la storia che costruisce in questo romanzo. L'anziano Agha Soltani perde la sua famiglia a causa del sisma e rimane solo con una nipote silenziosa, che sembra posseduta dai djinn, i demoni della religione islamica. Con lei parte alla volta di Bandar Abbas ma durante il percorso la ragazzina viene rapita da una banda di trafficanti di bambini, che li rivende come schiavi sessuali nei Paesi del Golfo...
C’è poi il tema universale dell’amicizia, che aiuta a superare difficoltà insormontabili. Incluso il senso di colpa che l’anziano padre e nonno prova per essere sopravvissuto ai propri figli.
Giornalista e scrittore, Bijan Zarmandili è nato a Teheran ma vive in Italia da oltre mezzo secolo. Le atmosfere esotiche che evoca sono i paesaggi della sua infanzia, filtrati dal ricordo: come accade per chi è lontano dalla propria terra d’origine da decenni.
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